“QUI
è ieri, è ora, è sempre.
E’ la storia di un luogo e di ciò che vi è accaduto
nel corso di centinaia di migliaia di anni”

(R. Mcguire).

Ed eccoci “QUI”: in un nuovo studio che da qualche mese costruisco con colleghi, gruppi di amici, compagni, figli, parenti e soprattutto con me stessa e con i miei pazienti. E’ un bel passaggio, romantico e progettuale; e come tutti i cambiamenti, è ripieno di tantissimi contenuti, valori e investimenti:

  • Innanzitutto, di molte “Emozioni”, come quelle di sentirsi a casa, sicuri, protetti, sereni, speranzosi anche quando in difficoltà, capaci, anche nella burrasca, di orientarsi come in un porto sicuro, appunto da cui slanciarsi verso l’Altrove.
  • Poi, di “Crescita” & di “Storia”, perché “Qui”, nella casa che oggi è diventata lo Studio di Psicoterapia mio e della mia compagna di avventure Cristina, vive il mio Transgenerazionale e si è concretamente fatta buona parte della mia storia di bimba, di donna e di professionista… quanto ho vissuto, pensato, messo in forma (la mia!) e studiato in quelle stanze! E perché “Qui” cresceranno i nostri amati pazienti come rigogliose piante su nuovi, fertili, solchi.
  • Certo, di “Senso di Squadra”: prima e dopo il trasloco siamo stati anche in 7, con fino a 4 piccini intorno; dove non arrivava l’uno, compensava l’Altro, e solo così si riusciva a riuscire: Insieme! Bastava guardarsi intorno per percepire le potenti energie capaci di scaturire dalle relazioni… e per due gruppoanaliste, vi assicuro che questo è come aver già vinto! Perché nulla “è”, senza essere insieme! Grata di questo, ringrazio ognuno sa di cosa – perché la gratitudine è un sentimento bellissimo.
  • Ma nulla, ovviamente, è semplice; la “Fatica” fa parte della vita e della coltivazione. Nessun umano, tanto meno un analista, ne è esente… ed anche questo testimoniamo, con le occhiaie e le stanchezze di questi mesi, ai nostri pazienti!
  • Infine, su tutto, veglia e regna la “Fiducia”: credere in se stessi, nella propria visione di bellezza, di progetto; credere che un luogo che rappresenta la propria storia, il passato, possa essere rinarrato, trasformarsi, continuare a vivere rinnovato, e dar forma al futuro mio e di tante altre persone; e credere in Altri compagni di avventura (che a loro volta credono in te e ti incoraggiano), ad esempio dare loro le chiavi di una casa – della propria amata casa – per condividerla ed averne cura insieme, certi che “solo” di questa grandissima visione si tratterà: quella della cura!
  • E quindi da ultimo “Cura”, ultima ma prima per tantissimi motivi poco riassumibili; soprattutto, perché “cura” significa, tra le tante cose, “cuore” e “Qui” c’è stato, c’è e ci sarà il mio, che vibra al sentor di Lei che dà vita.


“Quella che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla”
(R. Bach).

 

Ci vediamo nel nuovo studio di via Tiziano, 22 (: